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SE MANGIAMO BENE, IL CERVELLO MEMORIZZA IL LUOGO

04-05-2020 20:21

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SE MANGIAMO BENE, IL CERVELLO MEMORIZZA IL LUOGO

perché ricordiamo i luoghi dove abbiamo mangiato bene?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordate perfettamente il ristorantino in riva al mare, in cui avete mangiato uno spaghetto allo scoglio favoloso?

Niente di strano. Gli scienziati hanno visto che il nostro cervello è in grado di memorizzare i posti in cui il cibo è migliore, per poterci ritornare. Forse per un retaggio ancestrale, da ricollegare all'istinto primordiale di sopravvivenza.

Quando mangiamo bene, il nostro cervello memorizza in maniera automatica il luogo.

Provate a pensare dove avete assaggiato la tagliata più gustosa o la pizza più buona. Probabilmente ricorderete con precisione il luogo, l'arredamento del locale se non addirittura il tavolo dove eravate seduti. Vi rivedete?

Ma perchè succede?

Secondo uno studio pubblicato su "Nature Communications" si dimostra come il nostro cervello, grazie al cibo, consente di memorizzare il luogo.

Questo dipenderebbe dal nervo vago, responsabile del collegamento dei nostri "due cervelli": quello noto a noi tutti (in testa) e quello di cui se ne parla sempre più spesso, presente nell'apparato gastrointestinale.

 

Una delle funzioni più riconosciute del nervo vago, è quella di trasmettere il senso di sazietà, ma non è la sua unica funzione. In questa ricerca, gli studiosi sostengono che il nervo vago invierebbe segnali anche all'ippocampo, ossia l'area del cervello dedicata alla formazione della memoria.

Questo potrebbe avvenire per un meccanismo neurobiologico che risale all'epoca preistorica in cui vivevamo di caccia. Anticamente era fondamentale che il nostro intestino lavorasse a stretto contatto con il cervello, memorizzando i luoghi in cui si era fatta "caccia grossa".

 

In altre parole i nostri antenati memorizzavano i posti dove avevano trovato e raccolto cibo in abbondanza in modo da poterci ritornare i giorni successivi. Lo stesso, come ha dimostrato l'esperimento appena condotto su animali da laboratorio, accade ancora oggi tra le diverse specie.

Ad avvalorare la tesi, i ricercatori hanno notato che gli animali da laboratorio con la via intestinale del nervo vago scollegata, non riuscivano a ricordare le informazioni ambientali, subendo significative alterazioni nella memoria.

 

 

 

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